Primi segnali di ripresa per l'artigianato milanese PDF Stampa
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Arriva qualche segnale di velato ottimismo dall’artigianato di Milano e Provincia, dopo l’anno orribile appena trascorso. Segnali non clamorosi, che mantengono la percezione di un clima di incertezza, ma che comunque indicano una propensione a rilanciare i settori.
E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Unione Artigiani tra il 20 e il 30 gennaio 2010 su un campione di 1.000 imprese operanti nel milanese.
Occupazione
Sul fronte occupazionale solo un’impresa su nove prevede di ridurre il personale mentre una su cinque pensa che avvierà nuove assunzioni. Comunque quasi i 2/3 degli intervistati manterrà l’attuale assetto. I settori con il più alto saldo positivo tra assunzioni e licenziamenti sono: acconciature, metalmeccanico e autotrasporto e alimentari. In negativo il saldo delle imprese di pulizia.
Fatturato
Per quanto riguarda la previsione sull’andamento del fatturato 2010, l’ottimismo prevale leggermente (23,8% contro 21,1%) ma oltre il 37% stima che resterà pressoché invariato rispetto al 2009. Rilevante (oltre il 17%) la percentuale degli incerti. Acconciature, metalmeccanica ed impiantistica sono i settori con le più alte previsioni di fatturato favorevole. Artigianato artistico ed edilizia quelli che manifestano le aspettative più negative.
Investimenti
Relativamente ai futuri investimenti, in questo clima d’incertezza, era prevedibile che si annunciassero contenuti. Comunque a fronte del 56,2%  che non investirà, quasi un terzo degli intervistati (30,7%) dichiara che s’impegnerà in investimenti. Anche qui i settori più propensi a farlo sono quelli dell’acconciatura e dell’impiantistica.
Credito
La previsione sul credito, principale salvagente di fronte alle difficoltà d’impresa, segnala che solo il 20,6% lo richiederà (lo scorso anno il 28% degli intervistati aveva fatto ricorso a finanziamenti bancari). Più di 2/3 degli intervistati (65,5%) dichiara che non ricorrerà a prestiti bancari. L’intenzione di ricorrere a finanziamenti dalle banche sale nei settori della metalmeccanica, dell’edilizia e delle acconciature.

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