|
Riposi giornalieri al padre |
|
|
Lavoro in una piccola azienda; mia moglie, casalinga, a tre mesi dal parto deve sottoporsi a terapie, non abbiamo nessuno a cui lasciare il bambino. Posso utilizzare io i riposi giornalieri previsti dalla legge?
Andrea - Milano
Il padre, lavoratore dipendente, ha diritto ai riposi giornalieri, anche nel caso in cui la moglie è casalinga. La legge 151 del 2001 prevede che in alternativa alla madre, i riposi giornalieri “per allattamento” possa utilizzarli il padre lavoratore, solo nei casi in cui: sia unico affidatario, la moglie, lavoratrice dipendente, non se ne avvalga, o non sia lavoratrice dipendente, oppure sia malata gravemente o deceduta.
A seguito di una sentenza del Consiglio di Stato del 2008, l'Inps aveva previsto che il genitore potesse utilizzare i permessi anche nel caso in cui la moglie/madre fosse ccasalinga, ma solo quando questa fosse impossibilitata a seguire il neonato, per visite, cure mediche, concorsi (e via dicendo), da certificare.
Dal 16 novembre scorso l'orientamento è cambiato; infatti non occorrerà più documentare il permesso al padre con una certificazione di impedimento della madre casalinga. Quindi, dal terzo mese ed entro il primo anno di vita del bambino, o del suo ingresso in famiglia in caso di adozione, il padre può fruire di due ore al giorno (una in caso di orario di lavoro inferiore di 6 ore) di riposo giornaliero.
Maria Quarato
Ufficio Tecnico-legale Cisl
Via Tadino 23 – Milano
Tel. 0220525320
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
|