Crack Lares-Metalli Preziosi. Fim Cisl: "Punire i responsabili e salvare i lavoratori" PDF Stampa
Bellisai: "Serve una soluzione per i 258 dipendenti".

1.3.10.
In riferimento alle indagini sul fallimento di Lares e Metalli Preziosi, il segretario generale della Fim Cisl di Milano, Andrea Bellisai, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’indagine della Procura di Monza, che sta scoperchiando le illegalità intorno al crack delle società Metalli Preziosi e Lares Cozzi di Paderno Dugnano, conferma quanto sostenuto da sempre dalla Fim Cisl di Milano e dai lavoratori.
Le scelte irresponsabili e le operazioni poco chiare fatte dalle proprietà sono le vere cause che hanno portato al fallimento delle aziende. I fortissimi interessi che sono ruotati intorno all’area industriale nel centro di Paderno Dugnano hanno distrutto due importanti e sane realtà produttive del territorio e chi paga sono i 258 dipendenti e le loro famiglie.
Di fronte a comportamenti così palesemente dubbi, non ci siamo limitati a  gestire la crisi,  ma abbiamo segnalato in tutte le sedi e occasioni che la vicenda non ci sembrava chiara, convinti che non è possibile far morire due imprese storiche e leader nel loro settore nel giro di due anni.
Gli sviluppi dell’indagine che ha portato ad arresti e custodie cautelari, senza entrare nel merito delle accuse che il corso giudiziario verificherà, hanno sancito che avevamo ragione ad attirare l'attenzione sui due fallimenti: adesso ci aspettiamo che la magistratura vada fino in fondo, perché non è possibile che il tutto sia avvenuto nel silenzio più assoluto.
La magistratura non risolverà i problemi occupazionali dei lavoratori (per quelli della Metalli Preziosi siamo riusciti ad avere il parere favorevole del giudice per la cassa straordinaria in proroga, per quelli della Lares stiamo lavorando alla stessa soluzione), ma ci lascia sperare anche per il futuro che pseudo imprenditori e interessi speculativi illegali non la passino liscia.
Adesso è più che mai urgente trovare una soluzione sul territorio per rioccupare i 258 dipendenti, vittime di irresponsabilità imprenditoriali e di controlli non intervenuti in tempo. Le proteste e le denunce dei lavoratori, in lotta da due anni con iniziative sostenute da tutti i cittadini di Paderno Dugnano, non possono restare disattese ed è responsabilità di tutti i soggetti coinvolti farsene carico”.
 
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