
In Italia il governo dell’economia e della politica è in mano a “un’élite di maschi sessantenni ancora affamati di potere, per niente disponibili a condividerlo e soprattutto a mettere in discussione la propria visione del mondo”. A farne le spese sono, in particolare, le donne e i giovani i quali, pur costituendo circa il 60% della popolazione, vedono scarsamente rappresentati i propri interessi. E’ questa la tesi di fondo di un libro firmato dalla giornalista Angela Padrone: “La sfida degli outsider”. Il volume traccia un quadro della situazione, con tanto di dati statistici e analisi di esperti, e mette in evidenza le difficoltà nelle quali si dibattono donne e giovani per emergere, in particolare nel mondo del lavoro. A parlare sono i numeri: in Italia il tasso di occupazione femminile è fermo al 47%, rispetto a una media europea del 60%, e le posizioni apicali nelle aziende sono in larghissima parte appannaggio degli uomini (nei cda delle società quotate in Borsa raggiungono il 95%). Le donne scontano soprattutto pregiudizi culturali e problemi oggettivi legati al loro doppio ruolo di lavoratrici e (potenziali) madri. E qui le responsabilità sono della politica, che potrebbe fare molto di più in termini di servizi sul territorio e di interventi a favore delle famiglie, e delle stesse aziende le quali, in genere, fanno resistenza ad introdurre cambiamenti organizzativi (ad esempio sugli orari) che favorirebbero la presenza femminile. Non va meglio per i giovani, alle prese con la precarietà del lavoro, un sistema dell’istruzione scarsamente orientato al mercato, un certo immobilismo strutturale tipicamente italiano (da noi l’ascensore sociale è quasi bloccato), un sindacato che forse li considera poco, una classe politica (indipendentemente dal colore) non abbastanza coraggiosa sulla strada delle riforme (pensioni, welfare…). Tutto ciò, non impedisce a Padrone di invitare donne e giovani a fare un po’ di autocritica: con le prime che spesso rinunciano consapevolmente a combattere (“forse non sono all’altezza”) e i secondi che dovrebbero darsi una mossa, scommettere su se stessi, rinunciando alle comodità e alle sicurezze (sono interessanti, al riguardo, i dati sul numero di fuori corso all’università, sulla scarsa propensione a spostarsi per studio o motivi professionali, sulla mancanza di etica del lavoro). La questione è complessa e l’autrice chiude il libro con dieci proposte. Dieci idee per cambiare e modernizzare il Paese: quote rosa e verdi, ammortizzatori sociali, formazione, congedi parentali, politiche di conciliazione, pensioni, flessibilità “buona” e via dicendo.
La sfida degli outsider
Angela Padrone
Marsilio, 12 euro
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