
Conciliare l’attività professionale con la vita privata non è facile. Soprattutto per le donne, spesso costrette a fare acrobazie per trovare un equilibrio fra il lavoro e gli impegni famigliari. Perché se è vero che i tempi stanno cambiando e i papà sono più “collaborativi”, la strada da percorrere verso un’effettiva parità di opportunità e di condizioni è ancora lunga.
“La maternità in Italia è in calo da 20 anni – osserva
Luigia Cassina,
responsabile del
Coordinamento pari opportunità della
Cisl di
Milano, che l’8 marzo è stata premiata dal sindaco Letizia
Moratti, insieme ad altre 20 donne che si sono distinte nel proprio campo di attività -, oggi siamo a 1,4 figli per donna e il 30% abbandona il lavoro al compimento dell’anno del bambino. Abbiamo un problema di maternità e lavoro. E’ necessario intervenire per favorire la flessibilità e il part-time; per ridurre le discriminazioni e la precarietà; per favorire la condivisione del lavoro di cura nella famiglia e potenziare la rete di servizi sul territorio, anche perché la bassa occupazione delle donne è dovuta, soprattutto, alle carenze del sistema di welfare”.
In questo contesto, Gi Group, primo gruppo italiano nei servizi per il mondo del lavoro, ha lanciato
Moms@Work, un nuovo strumento di intermediazione professionale dedicato alle mamme e alle loro esigenze di flessibilità. L’accesso avviene attraverso il sito
www.momsatwork.it che raccoglie le candidature delle lavoratrici e le offerte delle aziende. L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: supportare donne qualificate e motivate a ricollocarsi professionalmente e aiutare le aziende a capire e a cogliere i vantaggi, anche economici, del lavoro flessibile (della buona flessibilità). Il tutto, fornendo ad entrambi servizi di recruitment e consulenza specializzati.
“Nel nostro Paese solo una donna su quattro ha un part-time e spesso anche poco qualificato – afferma Cecilia
Spanu, responsabile del progetto –; questo perché gli strumenti di flessibilità e conciliazione sono ancora poco conosciuti e utilizzati dalle aziende, che li percepiscono come un costo anziché un’opportunità. In realtà diversi studi internazionali dimostrano che le politiche di flessibilità lavorativa hanno un alto rendimento sugli investimenti e riducono sensibilmente turnover e assenze dei dipendenti, migliorando quindi le performance aziendali”.
Ispirato ai servizi di origine americana e anglosassone che già da tempo intermediano domanda e offerta di lavoro (come Momcorps, Employmoms, Jobs4mothers, Workingmums),
Moms@Work nella prima fase si è concentrato nella creazione di una banca dati di profili di professioniste qualificate (oltre la metà sono laureate), con esperienza lavorativa media di circa dieci anni e per la maggior parte provenienti dall’area amministrativa, dal marketing e dal product management. Attualmente è, invece, in costruzione il database con le aziende disponibili alla sperimentazione. Costruito il database aziendale, i consulenti di Gi Group procederanno nel “matching” di domande e offerte, seguendo poi l’iter dell’inserimento lavorativo. Le mamme che desiderano entrare a far parte del progetto e le aziende interessate al servizio troveranno tutte le informazioni sul sito o scrivendo a
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