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Vanno nelle scuole a raccontare favole o a spiegare come si fa un orto, aiutano i bambini ad attraversare la strada, leggono i giornali agli ospiti delle case di riposo, fanno compagnia ai pazienti ricoverati in ospedale, passano le vacanze negli orfanatrofi rumeni: sono i volontari dell’Anteas di Milano, l’Associazione nazionale terza età attiva per la solidarietà, legata alla Cisl, un bel gruppo di “giovani pensionati” che, da anni, dedica una parte del proprio tempo agli altri.
“Spesso – osserva Anna Tombini, segretaria della Fnp milanese, il sindacato dei pensionati della Cisl – si ha un’immagine negativa della terza età. Certo, non è tutto rose e fiori. Ma gli anziani sono anche una risorsa, che ha molto da dare. I nostri volontari sono pensionati in salute che, invece, di passare le giornate al bar o davanti alla televisione si danno da fare, si mantengono attivi, facendo del bene alla collettività e a sé stessi”.
L’Associazione è nata nel 1997 e ha 400 iscritti (di cui 150 impegnati sul campo). Da allora, anche in collaborazione con Comune e Provincia, ha promosso e gestito iniziative e servizi di notevole impatto sociale a favore di disabili, minori, anziani, adulti a rischio di esclusione. Ecco tre storie.
Marina
Marina Balbiani ha 64 anni. Entrata in Anteas nel 2002, dopo una vita di lavoro come impiegata, ha fatto volontariato in diversi ambiti. “Nei primi anni ho lavorato molto con gli anziani. Andavo in ospedale, al Policlinico, a tenere compagnia a chi era ricoverato, nelle case di riposo a leggere i giornali, nelle sedi del Caaf Cisl ad aiutare chi aveva problemi con la compilazione della dichiarazione dei redditi. Poi ho scoperto i bambini”. Da qualche tempo Marina gira per le scuole materne ed elementari a raccontare favole. “E’ un esperienza bellissima. Noi volontari leggiamo le storie, insieme alle insegnanti, poi i bambini dicono cosa ne pensano e disegnano. In questo scambio escono delle cose meravigliose. A volte adottiamo dei travestimenti e la lettura diventa un piccolo spettacolo. Dopo un paio d’ore con i bambini mi sento rinascere”. Da questa attività sono nati due libri e un concorso “Nonno raccontami una storia”, realizzati in collaborazione con Comune e Provincia.
Michele
Michele Smeraldi, 62 anni, è un ex dipendente di un grande gruppo assicurativo. In Anteas dal 2001, si è dedicato a lungo ai progetti internazionali. “Per quattro anni siamo stati impegnati in alcuni orfanatrofi di Braila, città rumena a 350 km da Budapest. In Romania gli abbandoni di minori sono frequentissimi, quindi queste strutture erano piene di bambini e ragazzi. Noi andavamo lì d’estate, per due-tre settimane, facevamo attività di animazione e portavamo aiuti”. Oggi gli orfanatrofi non esistono più (li ha chiusi il governo rumeno), ma l’impegno dell’Anteas nel Paese non è finito. “Attualmente stiamo gestendo un’iniziativa a Ceplenita, una cittadina agricola al confine con la Moldavia. Con l’aiuto dei miei ex colleghi di lavoro abbiamo comprato e attrezzato un auto medica, con a bordo un medico e un’infermiera, che porta assistenza a domicilio agli anziani. Inoltre abbiamo realizzato un ambulatorio che verrà inaugurato a breve”. L’Associazione ha anche aiutato (raccogliendo fondi) il vescovo di Amman, in Giordania, a costruire un centro di cura per disabili.
Stella
Stella Sironi, 60 anni, ex impiegata, è in pensione da quattro ed è impegnata nel progetto “Non lasciamoli soli”, promosso in convenzione con diversi enti ospedalieri. “Insieme a un’altra quindicina di volontari, che ruotano, vado un paio di giorni alla settimana al Day hospital geriatrico di via Piave per aiutare gli anziani, soli o in difficoltà, che devono sottoporsi a esami o terapie. Il nostro compito è di sostenerli, confortarli, fargli compagnia durante i momenti di attesa, ma anche di affiancarli nel disbrigo delle pratiche burocratiche”. Ogni turno dura dalle 8 del mattino alle tre del pomeriggio. Il progetto comprende anche un servizio di trasporto e di teleassistenza. “Periodicamente contattiamo gli anziani per sapere se va tutto bene o hanno dei bisogni o problemi. In questo caso interveniamo. In un paio di occasioni il nostro intervento è stato determinante per aiutare delle persone che stavano male e vivevano in completa solitudine. Non è un impegno facile, sono spesso a contatto con il disagio e la sofferenza, ma l’idea di poter essere utile a qualcuno mi rende felice”.
Anteas Milano
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