Anche gli extracomunitari possono essere assunti dall'Aler PDF Stampa
Accolto ricorso della Cisl di Milano. Il caso di una equadoregna che voleva concorrere a un posto come custode.

30.7.10.
Anche i lavoratori extracomunitari possono essere assunti all’Aler. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano (Sezione Lavoro) che ha accolto un ricorso di Cisl e Fp Cisl (Funzione pubblica) di Milano, patrocinato dagli avvocati Alberto Guariso e Silvia Balestro, a nome di una cittadina equadoregna che non ha potuto partecipare a un concorso per un impiego come custode nelle case popolari a causa del mancato requisito della nazionalità italiana.
“La decisione del  giudice – spiega Maria Grazia Bove, segretaria della Cisl milanese – pone fine a una grave e palese ingiustizia. Un datore di lavoro deve scegliere i propri collaboratori in base alle loro capacità, competenze, professionalità. Il colore della pelle o il Paese di provenienza non possono diventare elementi di esclusione e discriminazione. La stessa ricorrente aveva già lavorato per l’Aler, proprio come custode, per conto di una cooperativa. Allora, se sono dipendenti di ‘terzi’ vanno bene? Mi sembra una grande ipocrisia. Oltretutto, oggi anche negli stabili privati buona parte dei custodi ha origine extracomunitaria: non vogliamo gli stranieri, ma spesso ricorriamo a loro per i lavori che gli italiani rifiutano”.
Il sindacato aveva fatto ricorso contro un “Avviso di ricerca di personale mediante lo svolgimento di prove selettive”, pubblicato dall’Aler nell’aprile scorso, che poneva come requisito per la partecipazione il possesso “della cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri della Ue”. Il concorso riguardava l’assunzione di tecnici, impiegati, ispettori, operai e 19 custodi. Per uno di questi 19 posti aveva fatto domanda anche una lavoratrice equadoregna, ma la domanda è risultata inammissibile proprio a causa della cittadinanza. Il giudice, accogliendo le ragioni della Cisl, con una ordinanza depositata oggi, venerdì 30 luglio, ha osservato che “non può essere invocata la maggiore affidabilità del cittadino italiano o comunitario rispetto allo straniero quando la mansione da svolgere sia tecnico-operativa e non implica l’esercizio di funzioni pubbliche”. Nella fattispecie ha dichiarato la “discriminatorietà del comportamento dell’Aler” e ordinato la modificazione dell’avviso di ricerca, la riapertura dei termini di presentazione delle domande, l’ammissione della ricorrente al concorso, la pubblicazione del dispositivo sul sito e nelle sedi Aler, il pagamento delle spese legali.


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