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Immigrati: qualche "puntualizzazione" da parte della Cisl di Milano.
28.5.08. In un momento in cui, spesso a sproposito, si fa un gran parlare di immigrazione, ci limitiamo ad esporre i fatti per come sono avvenuti, lasciando ai lettori il compito di trarre le proprie conclusioni.
• Il 30 ottobre 2007 il consiglio dei ministri approva l’ingresso in Italia di 170.000 lavoratori extracomunitari con il Decreto flussi 2007: per evitare le memorabili code alle oste, si decide che le domande verranno spedite telepaticamente.
• A novembre, il ministero degli Interni sottoscrive un accordo con patronati e associazioni riconosciute, tra cui le nostre Inas (patronato) e Anolf ("sportello" immigrati), per dare assistenza nella compilazione e nell’invio delle domande a tutte le persone che non hanno o non sanno utilizzare internet.
• Il 15 dicembre, primo giorno utile per l’invio a favore dei lavoratori dei Paesi cosiddetti “privilegiati”, una disfunzione nel sistema informatico del ministero, incapace di “leggere” i cognomi troppo lunghi dei cittadini dello Sri Lanka, blocca per diverse ore i computer di patronati e associazioni di tutta Italia.
• Il 18 e il 21 dicembre, giornate previste per l’invio delle domande a favore di colf/badanti e lavoratori dipendenti, si scopre chiaramente che l’invio delle domande da parte di patronati e associazioni è molto più lento rispetto a quello dei singoli datori di lavoro.
• Ad aprile 2008 vengono pubblicate le prime graduatorie: la quasi totalità delle domande inviate da patronati e associazioni sono escluse dalla possibilità di ottenere una quota.
Permetteteci soltanto due brevi considerazioni:
• Le domande presentate sono state circa 750.000, a fronte di 170.000 posti disponibili: da tempo sosteniamo che il Decreto Flussi è uno strumento ormai inadatto all’attuale mercato del lavoro, soprattutto per figure come colf e badanti, per le quali peraltro, come tutti sanno, è necessaria la conoscenza diretta e non un’assunzione “a distanza”.
• Il sistema ideato dal ministero ha sfavorito proprio patronati e associazioni, che dovevano dare assistenza ai quei “datori di lavoro” di per sé più svantaggiati, per lo più anziani e famiglie.
L’Anolf di Milano ha deciso di impugnare le graduatorie, proponendo, con il sostegno economico della Cisl, un ricorso contro il ministero dell’Interno: forse è poco, ma è quanto ad oggi possiamo fare per tutelare tutti coloro che si sono rivolti con fiducia ai nostri uffici.
Maurizio Bove
Responsabile dipartimento politiche immigrazione Cisl Milano
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