I milanesi danno un "6" alla sanità lombarda PDF Stampa
Sondaggio di Job, mensile free press della Cisl, in distribuzione lunedì 12 gennaio.

9.1.09.
  Un “6”, con qualche “ma” che pesa. E’ questo il giudizio dei milanesi sulla sanità lombarda secondo quanto emerge da un’indagine che sarà pubblicata sul nuovo numero di Job, mensile free press della Cisl di Milano, in distribuzione lunedì prossimo, 12 gennaio.
Alla domanda “A livello personale è soddisfatto del servizio sanitario?” il 54,3% degli intervistati ha risposto “abbastanza” e il 5,5% molto. Sommando i due dati si arriva a quasi il 60% dei consensi, che giustificano il voto finale. Il rovescio della medaglia è, però, il 40% di critici, che si dividono tra un 31,4% di “poco” e un 8,8% di  “per nulla” soddisfatti. Non solo, i dati dicono che il 54,4% dei milanesi per la sua salute “si rivolge solitamente” a una struttura pubblica, mentre il 45,6% preferisce i servizi del privato-convenzionato.
“I risultati della ricerca - spiega Giuseppe Saronni, segretario della Cisl milanese – dicono che il sistema sanitario lombardo svolge la sua funzione in modo efficace, tuttavia c’è da riflettere sul fatto che 4 cittadini su 10 non sono soddisfatti e oltre il 45% si rivolge al privato-convenzionato. Il privato prende sempre più spazio, grazie anche a precise scelte politiche del governo regionale. E questo può essere un problema, non solo per qualche episodio di malaffare, quanto per il fatto che il privato, per sua natura, deve tenere conto di fattori economici che possono prevalere sul diritto del cittadino a trovare sempre la risposta ai suoi bisogni. Va bene una sana concorrenza tra pubblico e privato – continua Saronni -, ma occorre investire maggiormente nella sanità pubblica, per migliorare le strutture e offrire un servizio più adeguato”.
Significative le risposte anche agli altri interrogativi posti dall’indagine, realizzata per Job dalla società S&G Kaleidos. In particolare, i merito ai “suggerimenti” per migliorare il servizio, il 21,3% degli intervistati sostiene che occorre “selezionare personale più qualificato” (medici, infermieri, etc.), il 18,5% “accorciare i tempi di attesa” per ricoveri, visite ed esami, il 16,4% “rinnovare le strutture troppo vecchie”. Seguono la necessità di migliorare “pulizia e igiene delle strutture” (11,1%), la richiesta di più “comprensione e umanità da parte del personale ospedaliero” (10,3%) e di maggiore “puntualità nell’orario delle visite” (8,8%). Il 7,7%, infine, chiede di “rendere più accogliente l’ambiente ospedaliero”.
Venendo ai cittadini che preferiscono rivolgersi al privato-convenzionato, il 29,9% ha motivato questa scelta con “i tempi di attesa più brevi” per le prestazioni, il 23,3% a causa di precedenti “esperienze negative con strutture pubbliche”, il 20,5% perché ritiene ospedali e studi privati “più moderni e accoglienti”. Seguono quelli che affermano di non “badare a spese per la propria salute” (14,4%) e quelli che considerano il personale del privato “più attento e qualificato” (11,1%).

 
 
< Prec. Indice archivio Pros. >