MONDO CISL
FIM – Il contratto c’è, la Lombardia deve recuperare

Un tempo culla dello sviluppo metalmeccanico, la regione e i suoi disagi sono al centro del dibattito del congresso. Interviene anche Pisapia: gli enti locali faranno welfare.

Dopo 20 anni di edonismo e altruismo prossimo allo zero ci ritroviamo in questa situazione. È il commento amaro di Andrea Bellisai, segretario  Fim Cisl Milano ad aprire i lavori del primo congresso dell’organizzazione che include anche i territori di Legnano e Magenta. Bellisai si riferisce alle scelte politiche e culturali che stiamo pagando in questi mesi: «Per far fronte alla recessione bisogna ripartire dalla contrattazione così come suggerisce l’etimologia latina – dice il segretario – cioè negoziare e vincolare con un “tratto” gli accordi che si fanno». Secondo la Fim proposta e contrattazione intelligente e responsabile sono alla base della riuscita dell’azione sindacale da qua a venire: «Dobbiamo prevedere le conseguenze del nostro comportamento ed essere convinti che il progetto europeo di rilancio dell’attività economica coincide proprio con il progetto che la Cisl si è data: mettere in campo politiche coraggiore e la storia ci darà ragione».

Il tutto avviene in un periodo non facile, specie per la regione locomotiva d'Italia. Nella sua relazione, Bellisai ha detto che la Lombardia ha fondamentalmente più attività illegali della Sicilia e della Campania. L'unione sindacale regionale ha fornito dati allarmanti: il tasso di attività in regione scente da circa il 70% del 2008 al 68,7% del 2011. La disoccupazioneè cresciuta dal 2008 a metà 2012 dal 3,7% al 7,7%. «Una regione irriconoscibile e ferita dagli scandali politici», ha detto il segretario.

NUMERI IN ROSSO – L’unico sostegno al reddito che si riesce ad assicurare ai cittadini di questi tempi è il rinnovo dei contratti di lavoro. La pensa così Bellisai che dice di essere fiero di aver concluso il rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici che in un triennio vedrà impegnato un paniere di 6 miliardi di euro. Anche se sono altri numeri che preoccupano: la produzione del settore in Italia dal 2008 è scesa del 20%, con 200mila posti in meno. La disoccupazione riguarda a livello nazionale 2 milioni e 800mila persone, 200mila solo nel 2012 di cui il 30% giovani. «A tutto ciò si aggiunge la visione miope del governo uscente, una riforma pensioni che abbiamo dovuto subire, che sicuramente non farà largo ai giovani lavoratori – dice Bellisai – per non parlare dei 200mila esodati che si trovano nel limbo».

Premesse che danno vigore e obiettivi per un’azione sindacale sempre più ambiziosa. La Fim nei due territori unificati è presente in 1200 aziende con 600 Rsu/Rsa. Gli associati nel 2012 sono oltre i 9600, di cui 7745 a Milano. Una presenza forte che, spiega Bellisai, «è testimoniata anche dalle oltre 200 assemblee con il 94% degli associati che hanno dato parere favorevole alla firma del nuovo contratto».

Al sindacato milanese dicono di essere orgogliosi di aver operato a volte anche lontano dalla luce dei riflettori dei media: «Abbiamo portato a casa conclusioni di vertenze di aziende importanti come Nokia Siemens di Cassina, Italtel di Castelletto, Mivar di Abbiategrasso ma anche tantissime altre aziende di dimensioni più piccole che complessivamente coinvolgono migliaia di lavoratori e messe assieme superano anche quelle che finiscono in prima pagina. Abbiamo seguito tutto con gestione negoziale e competenza uguale».

Il nuovo direttivo uscito dal Congresso, riunitosi subito il 22 febbraio in tarda serata ha eletto Andrea Bellisai Segretario Generale della Fim Milano e successivamente la nuova segreteria composta da Giuseppe Viganò e Stefano Bellaria (provenienti da Fim Legnano Magenta), Gianluca Tartaglia e Fabio Crepaldi (provenienti da Fim Milano), Laura Zangara (proveniente da Fim Lodi)

LE RICHIESTE – Per il futuro immediato, al congresso si è discusso di una legge apposita sulla rappresentanza ma senza ingerenza della politica. Alla Fim chiedono anche di attuatre la certificazione degli isceitti e l’esigibilità degli accordi, riconjoscendo legittimatàa stipulare i contratti nazionali ai sindacati rappresentnativi sulla base di regole comuni a tutte le categorie. «Siamo da tempo anche favorevoli al supramento della quota di 1/3 di rappresentnaza a favore dei sindacati dirmatare del contratto nazionale  -dice Bellisai – per passare a un meccanismo proporzionale per fare equilibrio e rappresentnaza agli isceitti dentro l’azienda. Inoltre riteniamo che il vero fulcro della contrattazione decentrata sarà la contrattazione del Welfare sociale nelle aziende».

IL SINDACO – E proprio sulla questione welfare si è concentrato l’intervento del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Parlando alla platea congressuale, il primo cittadino ha detto: «Siamo dalla parte dei lavoratori che però vogliamo si uniscano in forze sane, dalla crisi la città metropolitana potrà uscire solo con l’interessamento di tutti. È fondamentale che ci sia accordo e unità sindacale comprendo le diverse posizioni ma l’unità porta incisività sulle forze politiche. Ma anche gli enti locali devono fare la propria parte. Come la fa il Comune di Milano in Fondazione Welfare: dopo tanti anni finalmente diamo aiuto ai soggetti in difficoltà, ma anche alle aziende sane che vivono difficoltà. In un momento in cui le banche stringono sul credito l’istituzione locale si mette al servizio di chi ha bisogno». Pisapia ha annunciato che il Comune ha nuovamente investito dei fondi nonostante i difficili tempi per le casse comunali per cassintegrati e precari.

22/02/2013
Christian D Antonio - c.dantonio@jobedi.it
ALLEGATI
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7af602fda9fc8ac566c3046500e91752
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