IL RAPPORTO DELL'INAIL
Meno morti bianche. In calo anche gl infortuni

Gli incidenti mortali nel 2011 sono stati 920 a fronte dei 973 dell'anno precedente. Anche i feriti sono diminuiti: 725mila, in flessione del 6,8% . Il 15% degli infortunati sono stranieri. Il commento di Giacomassi (Cisl)

Nel 2011 i morti sul lavoro sono stati 920, il numero più basso mai registrato, in lieve calo rispetto ai 973 dell'anno precedente. Lo comunica l'Inail presentando il rapporto annuale. In calo anche il totale degli infortuni sul lavoro denunciati all'Istituto: 725mila, in flessione del 6,6% rispetto ai 776mila del 2010, il 15% sono stranieri. Nel 2011, dunque, sono stati 51mila in meno gli infortuni sul lavoro denunciati all'Inail; mentre per il secondo anno consecutivo il numero dei casi mortali, seppure drammatico, resta al di sotto dei mille. In queste cifre - sottolinea l'Inail - non rientrano però gli infortuni relativi ai quasi 3 milioni (secondo i dati Istat) lavoratori "in nero", tra i quali l'Istituto stima che nel 2010 (ultima proiezione disponibile) ne siano accaduti circa 164mila.

Il dato è indubbiamente positivo anche se bisogna tener conto di alcuni fattori: il primo è che si tratta degli infortuni denunciati all’Inail e che prevedono almeno 3 giorni di assenza dal lavoro, sono  quindi fuori tutti quelli inferiori ai tre giorni e, ovviamente, tutto il sommerso in nero; secondo, i dati non sono riferiti alle ore lavorate, sicuramente si è lavorato meno dell’anno passato e i valori assoluti andrebbero rapportati al monte ore effettivo.

I L COMMENTO DI FULVIO GIACOMASSI (CISL ) "Dal rapporto odierno dell'Inail, anche in questo anno, ci troviamo a commentare un positivo abbassamento degli infortuni e vittime sul lavoro . Anche se, come viene specificato dalla relazione, il dato è da imputarsi prevalentemente alla diminuzione degli infortuni in itinere mentre rimangono ancora significativi quelli sui luoghi di lavoro . Come rimane ancora elevato il dato delle irregolarità riscontrato nelle ispezioni alle aziende. Per questo, per favorire la sicurezza sui luoghi di lavoro, occorre cooperazione tra istituzioni e parti sociali e deve rafforzarsi l'azione di potenziamento di una politica nazionale sulla prevenzione". Così il Segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi , commenta il Rapporto Annuale dell' Inail. "Per tale motivo- continua Giacomassi- siamo fermamente convinti che ogni soggetto debba responsabilmente fare la propria parte a partire dal Ministero del lavor o, nel deliberare rapidamente i decreti attuativi previsti dal Dlgs 81, dalle associazioni pubbliche e private, dalle imprese che ancora non hanno stipulato con le Organizzazioni Sindacali, l'accordo interconfederale di recepimento della legge in ordine alla rappresentanza, dagli organismi paritetici, per arrivare alle Istituzioni regionali che dovrebbero, in diverse realtà, recuperare i ritardi di funzionamento dei comitati di coordinamento su salute e sicurezza. Sono, queste, azioni importanti per avere in ogni settore, territorio ed azienda del paese, punti di riferimento dei lavoratori e delle imprese in ambito di salute e sicurezza, in grado di relazionarsi con gli enti preposti". "Ecco perchè- conclude Giacomassi- prevenzione, formazione, rappresentanza, partecipazione e cooperazione fattiva tra tutti i soggetti sono le componenti dell' agire quotidiano per debellare i tragici eventi degli infortuni e della perdita della vita delle persone sul lavoro".

I CONTROLLI Lo scorso anno, l'Inail ha controllato 21.201 aziende, l'85,59% è risultato irregolare per "l'efficienza dei sistemi di scelta, della procedura cosiddetta di 'business intelligence' che individua gli insiemi da controllare. Sono stati regolarizzati 48.716 lavoratori (nel 2010 erano stati 56.751), di cui 41.207 irregolari e 7.509 'in nero' (4.426 nel terziario, 2.675 nell'industria)". Nel dettaglio dello scorso anno, la diminuzione degli infortuni del 6,6% è una media del calo che ha riguardato sia quelli "in occasione di lavoro" sia quelli "in itinere" cioè sul tragitto da casa al posto di lavoro e viceversa. Il decremento è più sensibile per gli infortuni in itinere (-7,1%), che per quelli avvenuti in occasione di lavoro (-6,5%), che rappresentano circa il 90% del complesso delle denunce. Un dato che, quindi, "non può consentire inferenze troppo tranquillizzanti sul miglioramento della sicurezza degli ambienti di lavoro" ha sottolineato il presidente dell'Inail, Massimo De Felice, presentando il rapporto annuale alla Camera.

MENO INFORTUNI AL SUD - Sul piano geografico è il Sud l'area in cui gli incidenti sul lavoro registrano il calo maggiore: (rispettivamente -8,1% rispetto alla media del -6,6% e -14,9% rispetto alla media del -5,4%). Un calo che, a livello Paese, riguarda più o meno tutti i settori - dai trasporti alle costruzioni, su cui però pesa anche la crisi e dunque il calo occupazionale - ma meno di tutti le colf. Per il personale domestico, infatti, si registra la flessione minore degli infortuni nel complesso (solo -3,4% rispetto per esempio al -14,7% delle costruzioni). Gli infortuni in occasione di lavoro tra i lavoratori che operano sulla strada (autotrasportatori di merci e persone, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale, ecc.), dopo alcuni anni di costante aumento, segnano nel 2011 una flessione dell'8,4% (da 54.601 a 50.028 casi denunciati). Al contrario, il calo nel complesso del 5,4% dei casi mortali è influenzato esclusivamente dagli infortuni in occasione di lavoro (-8,6%), che scendono da 744 a 680 casi. Gli infortuni mortali in itinere hanno invece conosciuto in termini percentuali un sensibile aumento dei decessi: +4,8%, 11 morti in più (da 229 a 240), rispetto al 2010.

Quanto al bilancio, per il 2011, l'Inail registra un avanzo finanziario pari a 785 milioni di euro, mentre l'avanzo economico sfiora 1,3 miliardi di euro (1.287 milioni), migliorando così di molto l'avanzo patrimoniale giunto vicino a 2,3 miliardi di euro (2.279 milioni). "Il bilancio - spiega De Felice - dice che il sistema di assicurazione è sostanzialmente rimasto saldo anche in questo anno di crisi". Le entrate di competenza sono state pari a 10,5 miliardi di euro, mentre le uscite di competenza si sono registrate a poco più di 9,5 miliardi: le entrate contributive sulle uscite istituzionali si è mantenuta intorno ai 3 miliardi con un incremento del 6,6% rispetto al 2010.

10/07/2012
redazione - info@jobedi.it
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