LAVORATORI AUTONOMI
FELSA – Bisogna tutelare il vero lavoratore autonomo

Il primo congresso territoriale di Milano, Legnano e Magenta: nuove sfide per le nuove professioni. SFOGLIA la relazione, guarda il VIDEO e la FOTOGALLERY

Da almeno un paio di decenni ci sono in Italia circa 3 milioni di professionisti che esercitano lavoro che fino al dicembre scorso non era riconosciuto. Con una legge a fine anno il panorama è cambiato: questi lavoratori che  secondo gli ultimi dati rappresentano il 4% del Pil nazionale e una quota del 14% dell'occupazione (amministratori di condomini, animatori, grafici web, fisioterapisti, bibliotecari, pubblicitari, tributaristi) hanno avuto il riconoscimento dallo Stato, pur non essendo stati istituiti degli albi professionali ad hoc. È questo il campo d’azione della Felsa, la Federazione lavoratori somministrati autonomi atipici, che la Cisl ha istituito dal 2009 unendo l’esperienza dell’Alai (Associazione lavoratori atipici e interinali, presente fin dal 1998) e del Clacs (Coordinamento lavoratori autonomi) che è arrivata oggi al primo congresso territoriale. «Il nostro compito è rappresentare tutto il avoro autonomo somministrato e parasubordinato – dice Vincenzo La Scala, neo-nominato coordinatore territoriale Felsa Milano, Legnano e Magenta – ma a Milano la situazione è molto particolare. Ci sono molti autonomi tra i nostri iscritti, mentre collaboratori e somministrati si sono progressivamente ridotti col tempo».

ATTENZIONE – L’attenzione su questo segmento del mercato occupazionale oggi è molto altra. Al congresso però si è parlato anche del progetto di riorganizzazione dell’apparato sindacale, che vedrà la graduale convergenza delle attività di bancari, postali e lavoratori autonomi. «L’Unione di Milano ha inglobato Legnano e Magenta – precisa La Scala – e si avvia a diventare l’Unione dell’area metropolitana milanese arrivando a 2.400 iscritti. La nuova categoria chiamata Federazione dei servizi sarà proiettata in un’azione territoriale per la quale è doveroso prevedere una struttura di rappresentanza del lavoro autonoma e specifica».

Diego Averna, presidente della commissione lavori al congresso, spiega: «Ormai il lavoro atipico interessa tutte le categorie di lavoratori e per questo l’azione della Felsa è sempre più cruciale». L’unione, per dirla con le parole di Ivan Guizzardi, segretario generale Felsa nazionale, farà la forza: «Se ci mettiamo assieme ad altre categorie avremo maggiore capacità di rappresentanza, la nostra struttura sindacale considererà tutte le realtà, che andranno ben oltre i 9600 iscritti che per ora si riferiscono al campo degli autonomi».

LAVORO (S)VENDESI - Domenico Carlomagno di Cisl Università, nel suo intervento ha spiegato così la situazione del mercato attuale: «I problemi dell'università si riflettono in ogni comparto. Se prima era conveniente per le aziende svalutare la moneta per vendere all'estero, ora non resta loro che svalutare il lavoro per guadagnare in competitività. Ma così non si va molto avanti. Per questo ora si ripensa a introdurre qualche regolamentazione del mercato». In qualche modo, questa è una posizione condivisa dal neo-segretario Fiba Pier Paolo Merlini: «Gli istituti di credito sono stati per anni pieni di atipici, ora le restrizioni del mercato hanno lasciato a casa parecchi lavoratori. Siamo pronti a operare assieme tutele anche nel nostro comparto ma abbiamo fatto fatica finora a intercettare i lavoratori atipici».

Giuseppe Saronni, della segreteria Cisl Milano, ha invece posto l'accento su quanto la crisi sia ancora in pieno, drammatico boom: «Altro che peggio è passato, qui solo a Milano la Cisl gestisce 50 domande di licenziamento, mobilità o simili al giorno. Il nostro modello è fondato sulla partecipazione, contrattazione e rappresentanza. Il nostro sindacato d'ora in poi ragionerà anche sull'unità, perchè nessuno tra la politica, la finanza, il mondo sindacale, ce la può fare lottando da solo».

Il senso della riforma organizzativa della Cisl per le rappresentanze al suo interno, secondo La Scala, è da mettere in prospettiva con la crisi che continua a mordere: «Nell’area milanese anche nel 2013 il lavoro autonomo sarà duramente colpito. Abbiamo bisogno di un livello di organizzazione più alto, che riesca a tutelare e a rappresentare non il “falso” lavoratore autonomo, che deve essere trattato come una situazione anomala e subito segnalata. Deve essere un’azione di tutela attraverso un punto unico per la consulenza al lavoro autonomo». I bisogni effettivi degli autonomi devono emergere, farsi sentire, essere individuati. Il legislatore lo sta facendo. «Ora tocca rappresentarli al meglio», conclude La Scala.

Al Congresso è stato eletto il coordinatore territoriale (Vincenzo La Scala) e i delegati per i congressi Ust di Milano(14/15 Marzo) e FeLSA Lombardia (3 Aprile)

04/02/2013
Christian D Antonio - c.dantonio@jobedi.it
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21ac36822cb10ebc831e59d761e86643
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