Vigili del fuoco, agenti carcerari, forestali
Fns - Sicurezza, un investimento che rende. Ma la politica non ci sente

Al II° congresso della  Federazione nazionale sicurezza si fa il punto  sul settore a livello locale e nazionale. Nei programmi elettorali il tema è scomparso eppure è fra i più sentiti dalla gente. Non solo ordine pubblico ma anche prevenzione e difesa del territorio.

“Nei programmi dei partiti e dei movimenti politici  candidati al nuovo Parlamento non c’è traccia della questione sicurezza che pure rimane uno dei problemi più sentiti dalla popolazione”. Con questa sottolineatura Pompeo Mannone, segretario generale nazionale delle Fns ha aperto il secondo congresso di Milano.

Fns sta per Federazione nazionale della sicurezza, è nata nel 2009 e rappresenta le guardie penitenziare, i vigili del fuoco e i dipendenti del Corpo forestale. L’obiettivo del progetto, che in questi primi anni di attività è riuscito a ben integrare i vari corpi, è quello di affrontare il tema della sicurezza, che non è solo ordine pubblico, coniugando due interessi: quello dei cittadini che pretendono servizi di qualità e quello dei lavoratori che ambiscono a migliorare la loro condizione, sia dal punto vista economico, sia normativo e di organizzazione del lavoro. Una visione ampia, non corporativa, che può esprimersi al meglio all’interno di un sindacato confederale come la Cisl, che partendo dalla tutela dei lavoratori della varie categorie ha una visione d’insieme della società. Un modello che ha fatto presa tanto è vero che Fns-Milano è la sigla confederale più rappresentativa del settore.

“L’assurdo – ha proseguito la sua panoramica Mannone- è che ci sono forze politiche che hanno vinto le elezioni cavalcando il tema della sicurezza e poi, alla prova dei fatti, i risultati sono stati vicino alla zero”. Purtroppo non si tratta dell’atteggiamento di solo di un determinato schieramento, ma in generale dell’insieme del sistema politico-istituzionale. Una sorta di ‘muro di gomma’ che non dice no alle proposte che vengono al sindacato, ma poi non decide se non quando si tratta di fare i tagli, in particolare quelli cosiddetti ‘lineari’ che colpiscono in modo indiscriminato senza un progetto e obiettivi definiti.

“ Ci si accorge e si parla di sicurezza solo quando ci sono le emergenze o quando il presidente della Repubblica va a San Vittore”, Mannone ha snocciolato una serie di esempi di come la disorganizzazione regni sovrana: In Italia ci sono due dipartimenti sicurezza, uno presso la presidenza del Consiglio, l’altro al Ministero dell’Interno (in Germania, Paese federalista per eccellenza ce n’è uno solo); in tema di protezione civile legiferano sia lo Stato sia le Regioni e, naturalmente, vanno in conflitto; la mancata prevenzione del territorio comporta una spesa di 2/3 superiore per riparare i danni. In generale le risorse ci sono, ma disperdono nei mille meandri della burocrazia e delle competenze. “Quando dopo aver garantito al 100% la copertura del turnover si arriva appena al 20% i politici dovrebbero dire chiaramente ai cittadini: “non siamo in grado di garantire questo servizio o possiamo garantirlo solo ai livelli minimi”.

Nonostante il quadro generale non sia dei più confortanti, anche a livello locale, l’attività della Fns va avanti partendo dai luoghi di lavoro con un occhio alle questioni della città “Invitiamo la confederazione a proporre al Comune di Milano un tavolo sulla sicurezza, intesa non solo come ordine pubblico, in vista d’importanti mutamenti istituzionali come l’area metropolitana ed eventi eccezionali come Expo” ha chiesto Mario Tossi della segreteria di Fns-Milano. La risposta è arrivata immediatamente da Danilo Galvagni, segretario generale di Cisl di Milano presente ai lavori del congresso: “È una proposta interessante che la Cisl nel suo complesso già da ora, fa propria. Perché è un’esigenza reale e perché non limita il tema della sicurezza al solo problema, pure importante, dell’ordine pubblico, ma all’insieme della prevenzione e della difesa del territorio metropolitano. Un’ occasione anche per approfondire e meglio strutturare il rapporto tra le istituzioni preposte e i numerosi gruppi di volontariato che operano nel settore. Milano deve essere in grado di accogliere nel modo migliore e garantire della sicurezza  dei milioni di persone che arriveranno in città nel 2015. E poi, come per le altre opere e iniziative di Expo, quello di buono e interessante sarà fatto rimarrà anche dopo l’esposizione”

Ai lavori del II° congresso di Fns-Milano ha portato il suo saluto anche Enrico Marcora, consigliere regionale uscente che nel passato si è impegnato soprattutto a risolvere l’annoso problema delle case per le guardie carcerarie. Marcora, che si è ricandidato con una lista in appoggio a Umberto Ambrosoli presidente, ha fatto una promessa impegnativa quanto singolare “Se, quando saremo al governo della Lombardia, non riusciremo a fare la case per le forze dell’ordine, mi dimetto”.

Al termine del congresso è stata eletta la nuova segreteria:

Giovanni Pace segretario generale

Mario Tossi segretario generale ggiunto

Giuseppina Animo

13/02/2013
redazione
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