DOVE VA LA CITTA'
Quel qualcosa in più di Milano

di Danilo Galvagni

Il sindaco Giuseppe Sala è venuto al nostro recente congresso a dirci che Milano ha ripreso slancio: è diventata

un’attrazione  turistica a livello mondiale; molti giovani la scelgono per gli studi e il lavoro; finanza e ricerca la preferiscono ad altre capitali europee. Bene, non possiamo che essere contenti, ma non basta. Perché c’è un punto sul quale Sala, quando c’incontriamo, e in quasi un anno di attività amministrativa,  non ci ha ancora convinto. Esiste  un disegno unitario e coerente di crescita della Grande Milano, oppure ci si limita a gestire il susseguirsi di eventi e occasioni? E poi, quale Milano è quella che va sulle copertine dei giornali di tutto il mondo? Quella  di piazza Duomo e dintorni o anche quella del Giambellino  e delle altre periferie? In altre parole: qual è la nuova identità di Milano dopo quella incentrata sull’industria manifatturiera e poi sui servizi e il terziario avanzato?

Non sono domande retoriche e tantomeno accademiche, perché dalla risposte dipende la qualità della vita dei cittadini che nel capoluogo lombardo ci vivono e ci lavorano (o cercano lavoro), compresi quelli che arrivano da paesi infestati da povertà e guerre.

Anche noi siamo convinti che l’area metropolitana milanese offra una quantità di occasioni che, se ben sfruttate, possono fare bene al nostro territorio e contribuire alla rinascita dell’Italia. Quello che ancora non vediamo  è, appunto, un disegno di lunga prospettiva che veda partecipi tutte le componenti economiche e sociali della città, perché è solo attraverso la sintesi tra i diversi punti di vista che si può chiedere di essere corresponsabili di un progetto. Finora, come sempre, siamo chiamati in causa a cose fatte o per rimediare a pasticci come quello di Atm.  Il metodo che auspichiamo  è quello che abbiamo sperimentato con Expo e il capofila della cordata non può che essere Giuseppe Sala in quanto sindaco di Milano e della Città metropolitana. Tocca a lui coordinare un soggetto istituzionale credibile e autorevole con cui confrontarsi. Per il momento, quella che registriamo, è una grande confusione: la Città metropolitana c’è e non c’è, ogni Comune va per conto proprio, la Regione interviene a surrogare  alcune funzioni prima di competenza della Provincia. Come a suo tempo avemmo a dire a Giuliano Pisapia “Se ci sei, batti un colpo”, oggi lo ripetiamo a Giuseppe Sala. Nella speranza che la risposta sia più rapida e decisa.

15/05/2017
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