MUSICA
DA SANREMO GIOVANI

Renzo Rubino, un ciclone che conquista anche i big

Con l'album Poppins si è fatto conoscere grazie a un misto di pop e toni da cantautore. Un vero talento che parte in tour e afferma di voler continuare a comporre "musica autentica, perché il confezionamento non fa per me".

In persona, Renzo Rubino è ancora più spassoso che in tv. Lo abbiamo visto a Sanremo gareggiare tra i giovani e colpire a cuore la critica (e nientemeno che Katia Ricciarelli) per il suo coraggioso pezzo Il Postino (Amami Uomo), in cui ha infilato anche un canto lirico. Poi al Primo Maggio, dove si è esibito con soli 3 giorni di preavviso, con l'aria del performer consumato. «Non posso mica aver paura di fare il mio mestiere - ci dice - perché è proprio l'esibizione che svela tutto quello che è un musicista. Devo ammetterlo, dal vivo sono troppo forte». Rubino è tra gli astri nascenti della musica italiana, quello che ha più fari addosso: colpisce per i suoi testi scanzonati che nascondono l'amarezza dei nostri giorni, accorda le musiche come ci si immagina possa fare solo un occhialuto secchione da conservatorio. E poi c'è l'estro e la padronanza della scena. «Mi viene dall'aver fatto gavetta sui palchi di provincia - ammette - ma è anche una realizzazione entusiastica di quello che ho sempre voluto fare. Il mio spettacolo è uno show con luci e scenografia che ho sempre sognato. Volevo fare teatro e un po' ci sto riuscendo». Vulcanico e pieno di idee bizzarre, a metà tra Jannacci (di cui fa cover dal vivo) e il primo Max Gazzè, ma con uno stile già molto personale, Rubino parte in tour in questi giorni «con la famiglia musicale che mi ha sempre accompagnato anche prima di Sanremo». Ora conosce anche i grandi dello showbiz e le tentazioni di mettere a frutto la sua entrata nel jet set ci sono: «Sono contento di piacere ai colleghi, ai quali mi accosto con stupore visto che fino a qualche mese fa per me erano intoccabili. Credo sia per il fatto che canto solo quello di cui ho esperienza diretta, non preparo niente. Scrivere è un istinto per me e questo piace. Giuliano Sangiorgi dei Negramaro mi ha scritto bei messaggi, Luciana Littizzetto passa il mio pezzo a Radio Dee Jay sempre. Ho incontrato Niccolò Fabi nei bagni degli spogliatoi per la partita della Nazionale Cantanti. Non gli ho fatto nemmeno lavare le mani, gli ho subito detto "devo stringertele perché per me tu sei un grande». Ci saranno collaborazioni, assicura, anche perché il successo sta arrivando e lui ci ha visto lungo. Ma non vuole snaturarsi: «Non voglios crivere a comando nè per me nè per gli altri. Voglio raccontare solo cose di cui sono stato protagonista in prima persona, altrimenti non mi vengono bene». Nell'ultimo video che ha lanciato, Pop (https://www.youtube.com/watch?v=HSRLZwdyuUo) si scontra, anche fisicamente, con chi vuole obbligarlo a fare musica che sia assolutamente pop. Un'ossessione, quella di piacere necessariamente a tutti, che rispecchia tanti aspetti della nostra vita oggi. «In realtà volevo anche fosse più crudo, in modo da comunicare ancora di più il concetto di costrizione, ma mi hanno detto che doveva essere adatto anche a un pubblico di bambini». A quanto pare, infatti, ai suoi concerti vanno intere famiglie.

28/05/2013
Christian D Antonio - c.dantonio@jobedi.it