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SALUTE&SICUREZZA
CRESCONO GLI INCIDENTI

28 aprile, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

Cgil, Cisl e Uil Milano: “Non è più il tempo delle parole. Servono scelte concrete per fermare infortuni e malattie professionali”.

In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, le segreterie territoriali di CGIL, CISL e UIL Milano richiamano con forza l’attenzione delle istituzioni e del sistema produttivo su un’emergenza che continua a segnare profondamente il mondo del lavoro.

Le più recenti rilevazioni dell’INAIL, aggiornate ai primi mesi del 2026, mostrano un quadro che resta preoccupante e che non consente alcun arretramento nell’impegno sulla prevenzione. Nei primi due mesi del 2026, le denunce di infortunio sul lavoro a livello nazionale sono aumentate del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, con più di 63.000 casi segnalati a febbraio. Il 2025 si è chiuso con un incremento delle denunce pari al 1,4% rispetto al 2024, evidenziando una crescita sia degli eventi avvenuti sui luoghi di lavoro (+0,5%) che di quelli in itinere, costantemente in ascesa (+3,2%).

Allo stesso tempo, cresce in modo significativo il fenomeno delle malattie professionali, che nel 2025 segnano un aumento dell’11,3% rispetto al 2024. Il trend di crescita di questo fenomeno prosegue nei primi due mesi del 2026 con un aumento del 14,2% su base annua. È una tendenza ormai strutturale, che evidenzia come accanto agli infortuni continui a svilupparsi una dimensione meno visibile ma altrettanto grave, legata alle condizioni di lavoro e alla loro organizzazione.

In questo contesto, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di denunce di infortunio in valore assoluto, in ragione della sua centralità economica e produttiva. All’interno della regione, la Città metropolitana di Milano rappresenta il principale polo occupazionale e continua a registrare i valori più elevati sia per infortuni sia per decessi, a conferma di una pressione produttiva che si riflette direttamente sulle condizioni di lavoro.

Particolarmente delicata è la situazione nei settori a più alto rischio, come quello delle costruzioni, oggi interessato da una fase di forte espansione legata alla rigenerazione urbana e allo sviluppo infrastrutturale. A questo si affianca la crescita dei rischi nei servizi e nella logistica, dove ritmi intensi, frammentazione del lavoro e carichi sempre più elevati stanno contribuendo all’aumento delle patologie muscolo-scheletriche e dei disturbi legati allo stress lavoro-correlato.

Altrettanto importante è porre l'attenzione sull'inclusione lavorativa, occorre far sì che per i lavoratori vittime di infortunio o malattie professionali, così come per quelli la cui salute è compromessa da stati invalidanti (certificati o meno), trovino reale applicazione le normative sul reinserimento lavorativo e gli accomodamenti ragionevoli, facendo sì che il lavoro venga adattato alle persone e che non si scelga più la via semplice dell'estromissione dei lavoratori in cambio di incentivazioni economiche.

Un altro grande capitolo troppo spesso sottovalutato è la valutazione dei rischi secondo il genere, l'età e la provenienza da altri paesi. Con l'aumento dell'età pensionabile, i lavoratori più anziani fanno sempre più fatica ad affrontare mansioni che non vengono adattate al proprio stato di salute.

Di fronte a questo scenario, per CGIL, CISL e UIL Milano è evidente che non bastano più dichiarazioni di principio. Sono certamente importanti i tavoli aperti con l’amministrazione comunale sul prolungamento della


M1, ma resta forte la convinzione che sia necessario un impegno più ampio e sistemico, volto a diffondere una nuova cultura della prevenzione.

Inoltre, è fondamentale dare piena attuazione al “Protocollo prefettizio d’intesa per la regolarità e la sicurezza del lavoro nel settore delle costruzioni”, basato su una forte relazione con la rappresentanza sindacale, estendendo l’esperienza già sperimentata degli RLSSP.

Serve un cambio di passo concreto: rafforzare i controlli nei luoghi di lavoro, rendere effettiva e continua la formazione, qualificare le imprese attraverso strumenti rigorosi e affrontare in modo strutturale anche i rischi legati all’organizzazione del lavoro.

“A Milano si produce, si cresce e si innova, ma non si può accettare che tutto questo continui ad avvenire a scapito della sicurezza. Ogni infortunio, ogni malattia professionale, ogni morte sul lavoro rappresentano un fallimento che riguarda l’intero sistema. La prevenzione e la sicurezza devono diventare i primi parametri con cui si misura la qualità del lavoro e dello sviluppo. Per questo chiediamo un impegno immediato e condiviso, che metta al centro la salute e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, prima di ogni altra logica” dichiarano i segretari confederali Vincenzo Greco (Cgil), Sabria Sharif (Cisl), Eloisa Dacquino (Uil).

 

27/04/2026