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Oltre 700 posti a rischio tra le due aziende. Audizione con la IV Commissione Attività produttive e Lavoro. Il commento video del segretario generale della Fim Cisl Vittorio Cantoni.
I lavoratori e le lavoratrici di Electrolux e BCS hanno manifestato oggi sotto al Pirellone, sede del Consiglio regionale, per difendere il posto di lavoro. Le due aziende metalmeccaniche attive sul territorio milanese, per motivi differenti, rischiano di chiudere o ridurre la produzione. Due delegazioni sindacali sono state ricevute in audizione dalla IV Commissione Attività produttive e Lavoro.
In allegato il commento video del segretario generale della Fim Cisl di Milano Vittorio Cantoni.
Electrolux
La multinazionale svedese degli elettrodomestici ha presentato un piano industriale che prevede oltre 1.700 esuberi in Italia, una cifra drammatica che va a colpire circa il 40% dell'intera forza lavoro del gruppo nel Paese. L'impatto della manovra è forte anche sul territorio milanese: per lo stabilimento di Solaro sono stati prospettati 106 esuberi fra i dipendenti a tempo indeterminato e il mancato rinnovo di 112 contratti a termine. La mobilitazione è stata promossa per sollecitare la Regione ad esercitare la massima pressione sull’azienda perché ritiri il piano industriale e ne proponga uno nuovo che non preveda licenziamenti.
BCS
Il Gruppo BCS, realtà leader nella produzione di macchinari agricoli, sta affrontando il rischio di una liquidazione giudiziale, causata da una crisi economico-finanziaria, che metterebbe a repentaglio la continuità aziendale e il posto di lavoro di circa 500 persone in forza negli stabilimenti di Abbiategrasso, Cusago e Luzzara (Reggio Emilia). Il presidio è stato organizzato per chiedere alle istituzioni regionali un intervento deciso e immediato per scongiurare la liquidazione, salvaguardare l'occupazione e individuare nuovi investitori e partner finanziari solidi disposti a rilevare e rilanciare un marchio storico, strategico e ancora competitivo sul mercato.