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A rischio chiusura gli stabilimenti di Abbiategrasso, Cusago e Luzzara. Si cerca un nuovo acquirente. Cantoni, Fim Cisl: "Una crisi finanziaria non può cancellare un patrimonio industriale così importante".
La BCS, realtà storica e pilastro industriale dei territori di Abbiategrasso, Cusago e Luzzara (Reggio Emilia) che impiega circa 500 dipendenti, sta attraversando una fase estremamente delicata della sua storia.
L’azienda si trova in regime di concordato preventivo in continuità, una procedura concorsuale complessa, avviata nel tentativo di evitare il fallimento, salvaguardare l’attività d’impresa e, soprattutto, trovare nuovi investitori e partner finanziari che siano disposti a rilevare e rilanciare il marchio.
"Come sindacato - spiega il segretario generale della Fim Cisl Vittorio Cantoni -, la priorità assoluta è la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva. Non possiamo permettere che una crisi economico-finanziaria cancelli un patrimonio così importante per il territorio e per le centinaia di famiglie coinvolte. L'azienda ha ancora molti clienti e realizza prodotti di qualità. Siamo attivamente impegnati, anche attraverso la mobilitazione dei lavoratori, in un'azione di forte sensibilizzazione di tutte le istituzioni competenti".
Oggi è stata organizzata una manifestazione che dallo stabilimento abbiatense, attraverso le vie del centro, ha raggiunto il Comune. Una delegazione è stata ricevuta dal sindaco Cesare Nai. C'è attesa per una convocazione presso la Regione Lombardia e il Ministero del Made in Italy.
L'azienda produce motofalciatrici e trattori.