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“Tante persone anziane e fragili, i lavori di riqualificazione si devono fare senza trasferirle fuori dal quartiere”. Vuoti 158 alloggi su 326.
Anziani fragili, persone con disabilità, famiglie con minori: il progetto di Aler Milano per la riqualificazione delle case popolari del comparto Lulli–Porpora, nel quartiere di Città Studi, non può non tenere conto della volontà e della situazione dei residenti.
Una delegazione della Cisl, della Fnp (il sindacato dei pensionati), del Sicet (sindacato degli inquilini) ha incontrato il Comitato degli Inquilini, raccogliendo le preoccupazioni e il disagio di chi, magari da decenni, vive in quegli alloggi. La discussione non riguarda la necessità di un importante intervento di manutenzione straordinaria, visto lo stato di degrado di molti immobili, ma le modalità con cui dovrebbe essere realizzato. Secondo il programma di Aler gli edifici dovrebbero essere completamente liberati e le famiglie trasferite temporaneamente in altre abitazioni del patrimonio pubblico per poi rientrare a lavori finiti. Ma le difficoltà sono numerose.
“Nel complesso edilizio di via Porpora e via Lulli – spiegano Sabria Sharif, segretaria della Cisl di Milano, Marino Perotta, segretario della Fnp Cisl, e Mattia Gatti segretario generale del Sicet - vivono, tra gli altri, anziani e cittadini fragili, alcuni con problemi di salute, fisica e psicologica. Sono persone che avrebbero grandi difficoltà a trasferirsi, anche per un periodo limitato, essendo legati al quartiere per il medico di base, la Casa di comunità, i servizi sociali, i negozi di prossimità, le conoscenze. Per questo siamo d’accordo con la proposta del Comitato Inquilini: permettere i lavori necessari facendo in modo che i residenti si spostino solo all’interno dello stesso stabile, utilizzando appartamenti ad oggi vuoti e mantenendo i rapporti di vicinato, solidarietà e mutua assistenza. Siamo favorevoli a partecipare ad un tavolo con Aler e Comune di Milano per raggiungere un protocollo di intesa con questi obiettivi: garantire le modalità della mobilità e dell'esecuzione dei lavori, aprire uno sportello di assistenza per gli inquilini, assicurare a tutto il complesso la funzione di case popolari a canone sociale, anche dopo i lavori".
Il timore del sindacato è che, data l’appetibilità del quartiere, a riqualificazione terminata gli inquilini non vengano fatti rientrare e gli alloggi vengano affittati o venduti a costi elevati.
Nel corso dell’incontro con la Cisl, il Comitato Inquilini ha comunicato i dati di un suo censimento. Il comparto conta complessivamente 326 alloggi, di cui 158 vuoti (il 49%) e 153 occupati, mentre per 15 non è stato possibile raccogliere informazioni. Il censimento ha permesso di rilevare informazioni su 79 nuclei famigliari. Data la copertura parziale (che varia sensibilmente da civico a civico, dal 28% di Lulli 30 al 77% di Porpora 43), i valori riportati vanno letti come soglie minime perché i fenomeni descritti sono probabilmente più estesi di quanto emerso.
All'interno dei nuclei censiti, le condizioni di difficoltà risultano largamente diffuse: 62 nuclei presentano almeno una condizione di fragilità, pari al 78% e ad almeno il 40% degli alloggi occupati. In particolare, emerge la presenza di: 13 anziani over 75 che vivono soli, tra cui 2 over 85; 9 ulteriori nuclei in cui è presente almeno una persona over 75; 16 nuclei con minori, in gran parte iscritti alle scuole del quartiere.
In tutti i civici sono stati riferiti interventi di ristrutturazione effettuati dagli stessi abitanti a spese loro (almeno 24 segnalazioni su 79 nuclei) e che gran parte di essi dispone di una rete di supporto interna al comparto. Rispetto a un eventuale trasferimento, le esigenze prevalenti riguardano la presenza di ascensori e di alloggi adatti a persone con mobilità ridotta, ma la richiesta più diffusa resta la permanenza all'interno del comparto.